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L'Enoteca provinciale di Salerno nasce con lo scopo di diffondere la conoscenza del patrimonio vitivinicolo e ampelografico salernitano, nel rispetto e nella tutela delle identità enologiche locali. E questo in sintonia con la volontà dei produttori locali di recuperare e valorizzare le varietà tradizionali e autoctone che, sin dall'antichità, hanno garantito vini di grande pregio e tipicità.

L'Aglianico1, il Barbera, il Piedirosso (noto anche come Per'e Palummo)2, il Sangiovese, il Fiano3, la Falanghina4 e il Greco5 sono i più noti vitigni della nostra terra.
Accanto ad essi sopravvivono circa settanta varietà di vitigni cosiddetti "minori" oltre alla presenza, in alcune aree, di vitigni internazionali (in prevalenza Merlot e Cabernet Sauvignon).

Tra i vitigni "minori" che varie ricerche e studi hanno consentito di recuperare e rivalutare, troviamo uve coltivate in prevalenza in Costiera Amalfitana, quali: Fenile6, Ginestra (anche Biancazita o Biancatenera)7, Pepella8, Ripolo9, Biancolella10, Sciascinoso11 e Tronto12. Tali vitigni rientrano nella Doc Costa D'Amalfi, garantendone una spiccata tipicità e una interessante complessità aromatica. Sulla sommità della Costa d'Amalfi, domina poi la coltivazione del Tintore di Tramonti13, vitigno dalla bacche straordinariamente colorate che danno vita a vini adatti a lungo invecchiamento. Spostandoci più a sud, sulle colline che si affacciano sul golfo di Salerno, troviamo un altro antico vitigno, il Sanginella14, le cui uve appassite producono vini di grande interesse.

L'area che dai Monti Picentini si estende fino all'estrema parte del Cilento, terra di vitigni più noti, Aglianico e Fiano in particolare, è oggi la zona di maggior fermento sul fronte della ricerca e recupero di varietà ampelografiche minori, quali Aglianicone, Santa Sofia e Mangiaguerra. Trattasi di varietà di viti estesamente coltivate ma in areali ristretti o presenti in pochissimi esemplari.

La complessità ambientale e ampelografica presente nel territorio, offre ai soci dell'Enoteca provinciale di Salerno, la possibilità di presentare al mercato diverse tipologie di prodotti vinicoli, frutto di una perfetta combinazione fra vitigno e area territoriale di produzione.

Vitigni autoctoni della provincia di Salerno segnalati fino al 2008

Bacca NeraBacca Bianca
Aglianichello*Bianca a Cuore
Aglianicone*Buon Vino
Aglianicone del CorvoChiapparone
Armonera*Cistitedda
AustegnaIuvina
Buon VinoMennavacca
Guarnaccia*Moscatello b.
Mangiaguerra*Moscateddone
MoscatelloPaglietta
Neralasca*Rodiana b.*
Olivella*Sanguinella b.*
Pellecchiona*San Nicola*
PisciottanaSanta Sofia*
Primitivo Femminile 1*Vesparedda
Primitivo Femminile 2*Uva Anonima Rossa
Primitivo Maschile* 
Reginella* 
Rodiana nera* 
Rubinella* 
Sanguinella nera 
Tintore* 
Uva Puzo* 
(In grassetto le varietà con scheda minima descrittiva - con * varietà con profilo genetico analizzato)


Fonte: Beato R. (a cura di), Alle radici del vino. I cru dell'Appennino meridionale, Osservatorio Appennino Meridionale, anno 2009.

1Vitigno a bacca rossa presente in tutto il territorio regionale e dell'Italia meridionale, in diversi biotipi. L'ampia diffusione del vitigno ha dato vita a numerosi sinonimi e toponimi. Dall'aglianico si ottengono i vini campani più affermati. In diversi biotipi rientra come vitigno principale nella base ampelografica dei vini Doc Cilento per le tipologie Aglianico, Cilento rosso. Rientra, inoltre, come vitigno complementare nella produzione della Doc Costa d'Amalfi rosso e della Doc Cilento rosato.
2 Vitigno a bacca rossa diffuso da secoli in tutta la Campania. Deve il suo nome al colore rosso dei pedicelli degli acini che ricorda la tinta della zampa dei colombi. Vitigno tipicamente campano, rappresenta il vitigno prevalente nella composizione della Doc Costa d'Amalfi rosso, sottozone Furore, Ravello e Tramonti. è complementare nella tipologia Cilento rosso.
3 È un vitigno a bacca bianca di antica presenza in tutta le regione, dove ha trovato la piena espressione in Irpinia. Rientra , come vitigno principale, nella composizione della Doc Cilento bianco. Proprio nell'area di produzione di quest'ulktima Doc, il Fiano sta progressivamente espandendosi.
4 Presente da secoli nel territorio campano, è rientra tra i vitigni raccomandati per tutte le province regionali. è il vitigno a bacca bianca prevalente nella base di alcuni dei più apprezzati Doc regionali tra cui la Doc Costa d'Amalfi.
5 Vitigno a bacca bianca che, con diversi cloni, è presente in tutta la regione, ove è vitigno raccomandato in tutte le province. L'areale d'eccellenza è la zona di produzione della Docg greco di Tufo in Irpinia. Rientra, come vitigno complementare, della Doc Cilento.
6 Vitigno a bacca bianca presente solo in costiera amalfitana. Il nome deriverebbe dal colore biondo dell'uva matura che ricorda il fieno. è diffuso nei comuni di Furore, Positano e Amalfi dove concorre, come vitigno complementare alla produzione della Doc Costa d'Amalfi Bianco, sottozona Furore.
7 Vitigno a bacca bianca il cui nome deriva dal caratteristico profumo di ginestra dell'uva. è un vitigno presente solo in Costiera Amalfitana, ove viene coltivata nei comuni di Scala, Ravello, Amalfi, Maiori e Minori. Col sinonimo di Biancazita è diffuso nei comuni di Furore, Tramonti, Corsara e Positano, mentre col sinonimo Biancatenera è diffuso sempre nel comune di Scala. Rientra,come vitigno complementare, nella base ampelografica della Doc Costa D'amalfi Bianco.
8 Vitigno a bacca bianca diffuso esclusivamente in Costiera Amalfitana. Il nome deriverebbe dalla presenza, accanto ad acini normali, di acini molto piccoli che ricordano il pepe. è maggiormente diffuso nei comuni di Tramonti, Ravello, Scala che rientrano enll'areale di produzione della Doc Costa d'Amalfi, sottozone Tramonti e Ravello.
9 Vitigno a bacca bianca coltivato in prevalenza in Costiera Amalfitana, nei comuni di Furore, Amalfi e Positano nell'area della Doc Costa D'Amalfi sottozona Furore.
10 è un vitigno a bacca bianca esclusivamente campano. L'areale di sua maggiore diffusione coincide con l'isola d'Ischia; contribuisce, come vitigno complementare, alla produzione, nella tipologia del bianco, della Doc Costa d'Amalfi. Figura nell'elenco dei vitigni raccomandati per tutte le province campane.
11 Vitigno a bacca rossa diffuso in tutta la regione. Rientra, come vitigno complementare, nella composizione della Doc Costa d'Amalfi per le tipologie rosso e rosato.

12 Varietà a bacca rossa diffusa sulla costiera amalfitana in particolare nei comuni di Furore, Positano ed Amalfi. Concorre come vitigno complementare alla produzione della Doc Costa d'Amalfi rosso, sottozona Furore.
13 Vitigno a bacca rossa, è noto per la sua caratteristica di conferire notevole colore al vino. Da origini a vini molto apprezzati e, concorre, come vitigno complementare, alla composizione della Doc Costa d'Amalfi rosso, sottozona Tramonti e, in misura minore, nelle sottozone Ravello e Furore.
14 Vitigno a bacca bianca di antiche origini. Un tempo molto diffusa in tutto il territorio regionale, è oggi presente in pochi esemplari nelle vigne prossime alla città di Salerno. è in corso un progetto di recupero e valorizzazione.



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